Festival della Musica Impossibile

Festival della Musica Impossibile

 

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LE DANZE POPOLARI E MUSICA SINFONICA ALLA NONA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA MUSICA IMPOSSIBILE

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Riabilitare è la missione Centro “E. Bignamini” di Falconara e il Festival della Musica Impossibile è uno dei progetti funzionali ad ampliare al massimo l'interscambio tra il mondo della disabilità e il mondo “fuori”. La musica che diventa riabilitazione sociale e comunicazione. La musica che diventa chiave per leggere lo spartito delle emozioni. E nella disabilità questo spartito è ricchissimo e ci sorprende a patto che sappiamo dove guardare. A volte la musica tira fuori la parte migliore di chi magari parla e si muove con difficoltà e in quell'istante che il nostro sguardo fissa la bellezza che sta dietro la disabilità. In quel momento leggiamo uno spartito di emozioni pure e incontaminate a cui non siamo abituati.

 

Il Festival della musica impossibile, con ostinazione e testarda allegria porta per tanto a termine la sua nona edizione. Una manifestazione all'insegna della musica per condividere esperienze, emozioni, parole e suoni. Una condivisione al di là delle parole, una condivisione di suoni, ritmi e movimenti di danza. I centri socio educativi, i centri di riabilitazione, incontrano la gente che sta “fuori” dai centri, incontrano le classi di scuola primaria e di liceo, incontrano e suonano con rock band, con orchestre sinfoniche giovanili. Ballano con gruppi di appassionati di danze popolari. Il mondo della disabilità, per un giorno parla e si confronta con il mondo dei cosiddetti “normali”. Con la musica si aprono spazi che rendono le parole inclusione e integrazione pratiche operative virtuose.

La musica è quindi quel misterioso linguaggio e quella misteriosa energia che è in grado di azzerare le differenze e porta tutti su un medesimo piano dialogico a prescindere dal livello intellettivo e culturale. Tutti dovrebbero provare l'emozione di suonare improvvisando con una persona priva della capacità di parola. In gergo tecnico si chiamerebbe dialogo sonoro, ci si accorgerebbe di scambiare emozioni profonde senza parlare. E allora in un contesto allargato come il Festival, ci accorgiamo di parlare tutti la stessa lingua dei suoni e ci accorgiamo di capirci tutti alla perfezione al di là del parlato, non a tutti accessibile. Ma è la musica a creare questo miracolo insieme a un progetto musicale dalle regole chiare e condivise. Ed è questo che il Festival si ripropone da nove anni di essere.

 

 

Ma cos'è il Festival della musica impossibile?

E' una giornata di musica dentro un palasport adibito a sala da concerto. Un grande palco è a disposizione di musicisti che si sono formati nell'ambito di percorsi di musicoterapia ed animazione musicale e che si alternano musicisti professionisti, ballerini, e artisti di ogni genere. Sul palco, la scenografia viene allestita con i materiali preparati durante l'anno nei laboratori artistici di terapia occupazionale del Centro.

Ogni anno vengono ospitate circa mille persone tra scuole di ogni ordine e grado, Centri, associazioni e pubblico. Un vivace e ricco programma di musiche, danze, drum circle e improvvisazioni collettive tiene alta l'energia per una giornata intera Negli anni si sono esibiti artisti di ogni genere musicale e sono stati ospitati centri da tutte le regioni d'Italia. Si sono confrontati tra loro musicisti e musicoterapeuti sulle metodologie di lavoro che hanno portato a persone disabili ad essere musicisti di livello professionale. I percorsi didattici o musicoterapeutici sono sempre originali e portati avanti da operatori e musicisti che sanno cogliere e sviluppare i semi di quella innata musicalità spesso ricchissima anche laddove altre abilità non sono pienamente sviluppate.

 

 

 

UNA IX EDIZIONE TRA DANZE POPOLARI E MUSICA SINFONICA

 

Gabriele Toppi, svestiti i panni di terapista della Don Gnocchi, ci ha condotto da presentatore, attraverso la manifestazione che ampliando il ventaglio delle espressioni artistiche coinvolte, quest'anno si è aperta alla danza popolare e alla musica sinfonica, allargando la sua area d'interesse a tutte quelle espressioni musicali che partono dal fare, dall'essere protagonisti attivi della musica Ed ecco quindi come in questa nona edizione il concerto dell'Orchestra Sinfonica El Sistema di Macerata. El Sistema è un modello didattico musicale, ideato e promosso in Venezuela da José Antonio Abreu basato su una didattica musicale pubblica, diffusa e capillare, vissuta sin da subito in orchestra. Un'esperienza che dimostra come dare l’opportunità ai bambini di imparare uno strumento musicale in un’orchestra, sensibilizza alla collaborazione e aiuta ad uscire da situazioni di disagio.

La parte giornata è stata poi scandita da danze di gruppo animate da esperti coreografi che hanno coinvolto tutto il pubblico in danze collettive. Studenti, ospiti dei centri e pubblico si sono lanciati in sfrenate pizziche, saltarelli e quadriglie. Le musiche rigorosamente dal vivo sono state suonate dal gruppo folk Traballo. Tre i coreografi che hanno animato la Paolo Polverini, Danilo Donninelli e Monia Dominici, fisoterapista Don Gnocchi ed istruttrice di pizzica salentina.

Tra i gruppi ospiti di particolare rilievo va sottolineata la presenza da fuori regione degli attesissimi ragazzi della band del Centro Diurno Riabilitativo GATTABLU di Scampia, Napoli, diretti dalla dottoressa Anna Maria Staiano e coordinati dalla musicoterapeuta Immacolata Paladino. Una band e un progetto di riabilitazione musicale straordinario che nasce in un territorio socialmente difficile ma che nasconde una sorprendente energia creativa. La Band del Centro “Bignamini” di Falconara, che ormai vanta percussionisti e cantanti di notevole livello, ha messo in scena due collaborazioni musicali frutto di un progetto che tende a condividere il proprio percorso musicoterapeutico con realtà musicali esterne. Ha quindi suonato e cantato due pizziche con i Traballo e alcuni brani rock con una band di teenager anconetani, i CROSS PUNK.

Non poteva mancare poi a fine mattinata l'improvvisazione collettiva, un drum circle a tempo di pizzica che ha visto centinaia di persone suonare contemporaneamente uno strumento a percussione. Circa 700 persone tra studenti di vari ordini, ospiti di centri socio educativi, che con percussioni di ogni genere hanno suonato lo stesso ritmo con la stessa energia coordinati dai percussionisti della band. La tecnica si definisce Drum Circle, dagli anni novanta si sta diffondendo in tutto il mondo ed è un modo di vivere la musica che realmente e, diremmo, finalmente ricongiunge l'uomo con le sue radici più ancestrali di essere sociale-musicale. D'altronde è questo, negli anni, il filo conduttore della manifestazione: rompere la barriera tra musicisti e pubblico; portare il pubblico al centro dell'evento; cogliere le istanze più profonde insite nell' homo musicalis. Ed è nelle più profonde radici che l'uomo è musicale non solo nell'ascolto, ma è musicale nel rito, nella danza, nel suonare il ritmo della propria danza, nella cura della propria anima...

E da spesso da percorsi terapeutici che si scopre questa funzione totale della musica, nella quale il paziente ricerca tutte le sfaccettature del suo essere musicale e diventa protagonista della propria musica. Una funzione che si è persa in questa epoca di passività rispetto a messaggi musicali che invadono il nostro sentire, dalla radio-sveglia mattutina al sottofondo musicale al supermercato. Una funzione che si recupera attraverso percorsi quali la musicoterapia e per i quali il Festival della Musica Impossibile intende essere cassa di risonanza.

Questa nona edizione sarà presto mostra con gli scatti d'autore di due grandi fotografi: Massimo Zanconi e Fabrizio Radaelli.

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 09 Novembre 2015 15:52 )
 
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LA PARTECIPAZIONE E' GRATUITA
PS:  portate con voi uno strumento a percussione per partecipare alla grande e rumorosissima improvvisazione finale
 

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Invito

ORCHESTRA SINFONICA SISTEMA

Scuola di Musica Liviabella, Macerata

alla IX edizione del Festival

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