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Un Festival contro i 4/4

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invitoIl Festival della Musica Impossibile: un antidoto contro l’omologazione

Quarta edizione del Festival della Musica Impossibile

venerdì 8 ottobre 2010, PalaBadiali  di Falconara Marittima (An)

Il quattro quarti appiattisce da decenni la gran parte della musica prodotta in giro per il mondo. La scansione ossessiva e piatta di cassa e rullante, è stata ossessivamente sovrapposta a canti gregoriani di monaci spagnoli, a cornamuse, sitar e ad ogni altro suono, per sdoganarli al grande mercato discografico. Uno degli antidoti a tale banalizzazione di una musica priva di sfumature potrebbe essere rappresentato dalla pratica della musica nella riabilitazione.

Chi si approccia con passione al mondo della disabilità e della riabilitazione, dopo lo sgomento iniziale per l’incontro con persone tanto lontane dal concetto di “normalità”, intravede la bellezza che si cela al di là di corpi imperfetti. La bellezza di cui parlo si percepisce nella parte più profonda della persona, è la bellezza dei sentimenti, della semplicità, delle relazioni slegate dalla convenienza e dal possesso. Essa è talmente vera e verificabile da celare ai nostri occhi, dopo qualche tempo, le tracce della “diversità” fisica restituendoci un’immagine della persona disabile nella sua integrità. Rapportandosi musicalmente agli ospiti di una delle strutture dove operano musicisti, musicoterapisti, animatori o educatori con la chitarra, si scorge la bellezza anche nelle espressioni sonore più primordiali. Se i segni sonori  sono recepiti e compresi, essi possono essere l’inizio di un dialogo sonoro che porta gradualmente alla strutturazione di una lingua musicale personale che consentirà a ognuno di esprimere e comunicare le parti più profonde di sé. La lingua dei suoni a volte diventa arte e si fa ricca e seducente. La disabilità a quel punto è un punto invisibile sullo sfondo mentre l’espressione musicale trasfigura il presente modificando le dinamiche relazionali attraverso la sintassi dell’improvvisazione e del dialogo sonoro.

Il processo così sommariamente delineato conduce alla scoperta di talenti musicali che, anche se tecnicamente non ineccepibili, possono essere molto apprezzabili dal punto di vista espressivo e interpretativo. La differenza sostanziale tra tale percorso formativo e la formazione musicale tradizionale è che nella prima si parte da una prassi unica e personale e si arriva a una regola, che di norma è regola solo per quell’individuo. Nella seconda si parte da una regola e si arriva ad una prassi. Esemplificando il concetto potremmo dire che in musicoterapia non si impone un tempo, uno stile o un modo, bensì si parte da esso, per quanto lontano possa sembrare dai canoni musicali standard, per sviluppare un talento, uno stile e un genere che saranno per forza unici.

La pratica musicale è, pertanto, assimilata a obiettivi educativi, riabilitativi ed espressivi. Tuttavia è spesso naturale  lo sbocco alla sfera sociale e alla performance pubblica. Siamo persone, siamo artisti, abbiamo bisogno di un palco e una platea per esibirci. Anche una platea molto piccola ma attenta e partecipe per mettere in atto questo meraviglioso rito detto concerto, in cui un esecutore e ascoltatore si trasmettono vicendevolmente emozioni. Questa esigenza ci ha spinto a ideare il Festival della Musica Impossibile,  un palco per tutti, ove ogni espressione musicale è degna e apprezzabile.

Il Festival della Musica Impossibile, giunto quest’anno alla quarta edizione, si svolge nell’arco di una giornata durante la quale gruppi musicali e artisti solisti si avvicendano sul palco. La manifestazione è rivolta generalmente a coloro che, in situazione di disabilità, hanno compiuto un percorso di formazione musicale. Tuttavia si sta sempre di più aprendo a progetti e gruppi che sperimentano linguaggi musicali innovativi. I progetti proposti spesso rappresentano mirabili esempi di integrazione tra musicisti disabili e musicisti professionisti che dialogano con pari dignità. I progetti sono coordinati da musicisti professionisti o da personale socio-educativo fornito di competenze musicali e, in parte da musicisti con specifiche competenze musicoterapiche.  

Nelle tre passate edizioni si sono avvicendati sul palco musicisti di ogni genere e livello e i generi proposti sono andati dalla word music, al jazz, al genere cantautorale, al folk, alla musica classica e corale. Durante l’edizione di quest’anno, che si terrà venerdì 8 ottobre 2010 alle ore 10.00 presso il Palazzetto dello Sport  Palabadiali  di Falconara Marittima (An), sarà rappresentato uno spettacolo musicale teatrale che racconterà l’uso, le caratteristiche e le potenzialità degli strumenti della musicoterapia. Sarà inoltre presentato come novità assoluta uno strumento a mantice ideato e sperimentato per l’utilizzo in musicoterapia, attraverso la collaborazione con i migliori costruttori marchigiani di organetti. Il Festival rappresenta pertanto una occasione di confronto sulle diverse metodologie che portano allo sviluppo delle performance musicali e sugli strumenti utilizzati.

Alla musica sarà affiancato uno stand ove saranno esposte opere prodotte in alcuni atelier di artherapy. Durante la giornata sarà offerto a tutti gli ospiti un buffet e al termine si svolgerà un concerto interattivo in cui gli spettatori, per un giorno, saranno i protagonisti dello spettacolo. Il pubblico, accompagnato da alcuni musicisti interagirà con i musicisti e con artisti che, nell’estemporaneità dell’improvvisazione, creeranno le musiche e le coreografie e disegneranno le scenografie. La partecipazione è libera e aperta a tutti coloro che vorranno esibirsi o che vorranno partecipare da spettatori.